La Turchia ha proposto la costruzione di un oleodotto militare da 1,2 miliardi di dollari dal proprio territorio attraverso la Bulgaria fino alla Romania, con l’obiettivo di rafforzare la logistica e le forniture di carburante della NATO sul vulnerabile fianco orientale dell’alleanza.

Il progetto, riportato da Bloomberg e da altri media, sarebbe destinato esclusivamente a uso militare e si inserirebbe nel più ampio sforzo della NATO per ampliare la propria rete di oleodotti e migliorare la resilienza delle catene di approvvigionamento nel contesto delle persistenti sfide alla sicurezza nell’Europa orientale.

Secondo fonti vicine ai colloqui, il tracciato proposto dalla Turchia potrebbe rivelarsi significativamente più economico rispetto ad altre alternative, con costi potenzialmente pari a un quinto di quelli previsti per percorsi attraverso la Grecia o altri vicini occidentali della Romania.

Il momento della proposta è particolarmente significativo. La Turchia ospiterà infatti il vertice NATO del 2026 ad Ankara il 7 e 8 luglio, la seconda volta che il Paese organizza la riunione dei leader dell’alleanza dopo il summit di Istanbul del 2004. Le autorità turche stanno cercando di ottenere il sostegno degli alleati per il progetto dell’oleodotto, con una decisione che potrebbe arrivare prima o durante il vertice presso il complesso presidenziale.

L’iniziativa evidenzia la volontà di Ankara di presentarsi come un contributore chiave alle infrastrutture strategiche della NATO, affrontando le vulnerabilità logistiche emerse con la guerra in Ucraina e con l’aumento delle tensioni sul fianco orientale. Il progetto si affianca ad altri sforzi diplomatici turchi, compresi recenti incontri di alto livello a Washington incentrati sul partenariato turco-americano e sul crescente ruolo dell’industria della difesa turca.

Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha visitato Ankara ad aprile per discutere i preparativi del vertice, sottolineando la cooperazione nel settore della produzione e delle capacità militari. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha descritto il prossimo summit come un’opportunità per rafforzare i legami, anche con gli Stati Uniti, in un momento di trasformazione delle dinamiche interne all’alleanza.

Se approvato, l’oleodotto rappresenterebbe un passo concreto verso il rafforzamento della deterrenza e della mobilità militare in una regione strategicamente cruciale, consolidando il ruolo della Turchia non soltanto come Paese ospitante del summit, ma anche come fornitore di infrastrutture militari concrete per la NATO.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

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